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Food e sostenibilità

Food e sostenibilità, studio delle conversazioni provenienti dai social e dal web

Il food è da sempre un argomento molto discusso sul web e sui social, le conversazioni più accese sono quelle che trattano temi riguardanti la sostenibilità, diventata da qualche anno uno stile di vita ed un forte simbolo pieno di valori.

Nel webinar “A talk with Vincos” con Vincenzo Cosenza, abbiamo analizzato le conversazioni sui social e sul web, con un focus importante sulle audience, necessarie per aiutare le aziende che vogliono capire ed anticipare i bisogni dei consumatori, ma che vogliono intercettare anche i punti di forza e di debolezza dei concorrenti.

Panoramica dei contenuti generati dagli utenti

Il food è da sempre uno degli argomenti più dibattuti sul web grazie  anche ad un aumento di food blogger ed attraverso i social media come Instagram e TikTok dove il centro sono foto e video.

Negli ultimi anni particolare attenzione è stata dedicata ai temi dell’alimentazione e della nutrizione sostenibili come stile di vita a volte come status symbol. Esigenza di molti Brand del settore è quella di approfondire le conversazioni, le tendenze e il pubblico che si raccolgono intorno al cibo e alla sostenibilità.

Il primo quadro che emerge è che nei primi sei mesi del 2022 le conversazioni sul cibo sostenibile sono state 178.194. Rispetto agli ultimi sei mesi del 2021, si tratta di un aumento del 143%. La fonte dei post è principalmente Twitter (89%). Solo il 9% dei contenuti proviene da Instagram e il 2% da TikTok

Uno dei principale argomento di discussione è la sostenibilità anche a livello di coltivazione e Km zero.

Gli italiani approfondiscono come mangiare sano e come essere in armonia con la natura. Spesso tali discussioni nascono dal rilancio di notizie stampa che infiammano gli animi anche degli utenti meno attenti all’alimentazione. Come ad esempio il tema dell’agricoltura biodinamica, che ha registrato un picco nell’approvazione di un emendamento per eliminare i riferimenti dalla legge sull’agricoltura biologica.


Categorizzando i post emerge che l’80% riguarda prodotti sostenibili, il 15% il tema più ampio del cibo sostenibile e delle tendenze, mentre solo il 3% riguarda i supermercati e il 2% i brand.

I supermercati più chiacchierati, tra quelli considerati nell’analisi, sono risultati essere NaturaSì e Coop. La prima per una polemica nata nel 2021 e proseguita quest’anno, riguardante la decisione di assicurare i tamponi anche ai dipendenti no-vax; La Coop, invece, è stato dichiarato come supermercato con il maggior numero di prodotti biologici.

Chi sono le caratteristiche  dell’utente online che parla di cibo sostenibile?

Un aspetto molto interessante che abbiamo analizzato grazie alle tecnologie KPI6 riguarda il pubblico coinvolto in queste conversazioni. Le discussioni sul cibo sostenibile sono abbastanza equilibrate tra uomini e donne, mentre le fasce di età sono quelle comprese  tra i 25-34 anni e 35-44 anni.

È un pubblico molto attento al tema del cibo, ma anche a quello dell‘educazione, dell’attualità e della politica; amano informarsi e saperne di più. È un target che usa molto YouTube, ma anche Facebook e Instagram; sui social media ama relazionarsi con persone conosciute e Brand che danno affidabilità. Non sono particolarmente affascinati dagli influencer, forse perché preferiscono l’esperto riconosciuto.

La piattaforma KPI6 fornisce anche informazioni molto utili sui tratti della personalità: parliamo di un pubblico estroverso e curioso, con un atteggiamento positivo nei confronti della vita; ama la comunicazione ispiratrice attenta ai valori, preferisce un tono di voce positivo e propositivo. Predilige una comunicazione che mira a incoraggiare attività intellettualmente stimolanti e creative.

Le conversazioni provenienti da Instagram e TikTok hanno una base di utenti quasi sovrapponibile (il 60% ha un’età compresa tra i 20 e i 35 anni) e un linguaggio di comunicazione visiva simile. Nonostante ciò, sono emerse alcune differenze nell’affrontare il tema del cibo sostenibile.

Spiccano hashtag relativi al cibo italiano, alle diete vegane e cibo senza glutine. Instagram è la casa di una cucina più raffinata e internazionale (molto diffusi porridge, cheesecake, hummus), mentre TikTok è il posto dove trovare cibi più semplici, street food e piatti di tendenza (poke, omelette, flat bread).

Di conseguenza Instagram tende a informare con consigli di cucina, ricette, trucchi e dritte sull’alimentazione, anche per sfatare miti e false credenze; mentre su TikTok la leva utilizzata è quella dell’intrattenimento come l’ironia sul cibo, idee di cucina veloce, esperimenti.

Questa differenza può probabilmente essere spiegata da una composizione molto diversa dei creatori di contenuti presenti su questi due social. Da qualche tempo su Instagram ci sono creator professionisti e semi-professionisti, oltre a noti chef. Ad esempio, sui temi in questione spiccano Benedetta Rossi e Cucina Botanica, ma anche gli account di editori particolari come Will, Fanpage e Vice Italy.

Su TikTok troviamo soprattutto persone comuni e aspiranti creator, ancora poco conosciuti, come Errico Porzio, maestro pizzaiolo e Gigi Muraro, appassionato di cucina.

Una curiosità emersa dall’elaborazione dei dati è che nonostante le città più grandi ed importanti siano le più citate, emergono paesi importanti per l’enogastronomia italiana come Gragnano e Bronte.

Vuoi scoprire quali sono i trend italiani nel mondo food nel 2022? 

All’interno del nostro report abbiamo analizzato ed i prodotti più apprezzati e acquistati dagli italiani, la sentiment verso alcune tematiche, le nuove tendenze sul junk food e sullo stile di vita sano, con un focus sulla percezione dei brand più sostenibili.