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Come creare una strategia di influencer marketing efficace

Un tempo chiamato passaparola, oggi l’influencer marketing è uno strumento sempre più fondamentale per i brand. Ma come creare una strategia di influencer marketing efficace in una prospettiva data-driven?

La gran parte degli acquisti, che si parli di b2c o b2b, sono fatti sulla base di consigli di persone che riteniamo affidabili e competenti: è un fenomeno ormai assodato, che i social media hanno amplificato a dismisura. Secondo Hubspot, il 71% dei consumatori B2C ha maggiori probabilità di effettuare un acquisto basato su un consiglio proveniente da profili più influenti del suo network.

Gli utenti, sempre più smaliziati, hanno imparato a usare diversi sistemi – come ad esempio gli ad blocker – per evitare di essere letteralmente invasi da messaggi pubblicitari. Per questo motivo, l’IM sta diventando uno strumento sempre più decisivo per qualsiasi tipo di brand: un recente sondaggio rilanciato da Forbes ha rivelato l’84% dei marketer ha creato almeno una campagna di questo tipo negli ultimi 12 mesi.
Ecco come creare una strategia che sia guidata da un attento ascolto dei social network.

Se sei convinto che la tua strategia di influencer marketing vada bene così, non continuare a leggere questo articolo e scarica la nostra checklist per capire se hai veramente tutto sotto controllo:

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Definire strategie e obiettivi

Se è vero che tutti possono diventare influencer, è altrettanto vero che non tutti gli influencer sono “adatti” al messaggio che vogliamo comunicare e all’obiettivo da raggiungere. Ci interessa far conoscere un nuovo prodotto o un nuovo servizio (awareness)? Oppure aumentare la visibilità e le interazioni (engagement)? O, ancora, il nostro obiettivo è quello di incentivare direttamente l’acquisto da parte di contatti già esistenti (conversion)? Saltare questo passaggio potrebbe rendere poco efficace l’intera strategia di influencer marketing.

Influencer marketing: immagine che descrive la ricerca dell'influencer giusto sui social network

Analizzare il mondo degli influencer



Uno step fondamentale è quello che ci permette di analizzare il vasto mondo degli influencer e di scegliere poi i più adatti al nostro obiettivo. In questo caso, è bene tenere a mente la regola delle 4 R: reach, relevance, resonance, relationship.

 

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Reach. Non c’è influencer senza follower: il parametro reach tiene conto del numero di persone che seguono l’utente in questione. Naturalmente è bene che questo numero sia elevato: ma fate attenzione, perchè non sempre avere un bacino di utenza molto ampio è un buon segno. Nel “mare magnum” del nostro ipotetico influencer potremmo trovare una fetta di utenti “fuori target” o, più semplicemente, poco interessati al nostro prodotto/servizio.
  • Relevance. Che tipo di rilevanza ha l’influencer rispetto alla sua audience? Questo parametro considera la capacità di un utente di raggiungere un’audience più vasta del suo attuale bacino, grazie a messaggi che hanno una effettiva rilevanza per quel pubblico.
  • Resonance. Una volta testata la rilevanza, è necessario considerare anche che tipo di risonanza ha l’influencer rispetto alla sua platea: la capacità di veicolare messaggi efficaci, di evocare emozioni, di creare valori condivisi. Se la risonanza è elevata, è molto probabile che l’influencer riesca anche a “guidare” il comportamento dei suoi follower.
  • Relationship. In un contesto del genere la chiarezza è fondamentale: che tipo di rapporto vogliamo stabilire con l’influencer? Sono diverse le ricerche che dimostrano come il rapporto fra brand e influencer spesso finisca con una delusione per l’utente stesso, a causa di problemi di comunicazione o per mancato rispetto degli accordi presi.

Sebbene questi parametri siano importanti per i primi passi della nostra strategia, sarà poi opportuno disegnare le tipologie di influencer in un’ottica data-driven: analizzare cioè i dati in maniera scientifica per costruire dei “modelli” che possano servirci in futuro.

Vedremo in seguito, infatti, com’è possibile mettere il relazione le interazioni della tua audience con i modelli costruiti, in modo da definire diverse tipologie di influencer.

Costruire una relazione con l’influencer

Quale sia la strategia adottata, è bene tenere a mente che il rapporto fra brand e influencer non può e non deve essere basato su un mero scambio di visibilità. Prima di avviare qualsiasi tipo di collaborazione è necessario costruire una relazione di valore con l’influencer: anche in questo caso ci viene in aiuto il social listening, cioè l’ascolto delle conversazioni sui social media, per stabilire il modo migliore con cui aprire un dialogo.
 Per instaurare una relazione è fondamentale comprendere le necessità degli influencer, conoscere i suoi interessi e gli argomenti correlati, ed eventualmente modificare anche i nostri obiettivi in base a questi elementi. Lo scopo deve essere quello di costruire relazioni di reciproca fiducia: una campagna di advertising poco efficace creerà conseguenze minime rispetto ad un errore nella scelta dell’influencer o nella costruzione del rapporto con lui.

Se sei convinto che la tua strategia di influencer marketing vada bene così, scarica la nostra checklist per capire se hai veramente tutto sotto controllo:

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