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Big Data, l’universo in espansione: come investono le aziende italiane

Un mercato che in Italia vale oltre 1 miliardo di euro ed è cresciuto, nel corso del 2017, del 22%: è quello dei Big Data, secondo i dati del Politecnico di Milano. Come affrontano il cambiamento le aziende italiane?

Dei Big Data Analytics non si può più fare a meno: a dirlo non è chi “smanetta” con il settore fin dai suoi albori, ma l’Osservatorio Big Data Analytics & Business Intelligence della School Management del Politecnico di Milano. I dati della ricerca non lasciano dubbi: il 43% dei CIO italiani vede la Business Intelligence, i Big Data e gli Analytics come la principale priorità di investimento nel 2018. Il livello di consapevolezza della funzione fondamentale dei BD aumenta anche nel nostro Paese: quasi un’impresa su due ha inserito uno o più data scientist nel proprio organico, passando dal 31% del 2016 al 45% del 2017.

Se pensi di essere aggiornato sull’importanza strategica dei Big Data non andare oltre: di seguito trovi un esempio di come il Social Listening e l’analisi dei Big Data possa essere utilizzata per monitorare le impressioni contestuali al lancio di un prodotto. Clicca sul pulsante qui sotto per scaricare la tua copia del report.

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Chi usa i Big Data in Italia e perché

Sono due, secondo il report, i fattori principali che hanno determinato l’aumento degli investimenti in BD: da un lato, ci sono le grandi imprese, ormai consapevoli delle opportunità che l’analisi dei dati offre; dall’altro c’è un aumento di interesse che cresce in maniera esponenziale per quanto riguarda le PMI.

Immagine che mostra la crescita fra le aziende italiane dell'uso dei Big Data, fonte Politecnico di Milano.jpg

La prima nota dolente del report, infatti, mette in evidenza la netta predominanza delle grandi imprese: l’87% dell’investimento complessivo nel settore è appannaggio dei grandi business, mentre le piccole e medie imprese si fermano al 13%. In compenso, le risorse impiegate dalle PMI sono cresciute in un anno del 18%.

Ma quali sono le aree di intervento che un’impresa prende in considerazione alla luce di una nuova strategia di BD Analytics? La fetta maggiore della spesa, il 42% del totale, è dedicata ai software: strumenti e applicativi per acquisire, visualizzare e analizzare i dati, e/o database per diversi scopi, dalla business intelligence alla user experience. Al secondo posto ci sono i servizi di system integration, con il 33% degli investimenti dedicati alla personalizzazione di app e software, alla riprogettazione dei processi, all’integrazione con i sistemi aziendali. Infine, il 25% è impiegato per mettere in piedi o migliorare infrastrutture hardware abilitanti per ottimizzare la capacità di calcolo e di storage dei dati stessi.

Immagine che mostra la ripartizione della spesa in sistemi di Analytics e Big Data fra le aziende italiane fonte Politecnico di Milano.jpg

Imprese italiane e Big Data: quali sono gli obiettivi?

Malgrado i passi avanti, il processo di trasformazione delle imprese italiane in ‘big data enterprise’ è lungo e complesso: solo il 17% delle aziende ha raggiunto un buon livello di maturazione, mentre il 26% è ancora in fase di riconfigurazione. Inoltre – e qui sta il vero gap –  il 55% delle imprese è ancorato al modello tradizionale di business e rischia di restare tagliato fuori dalla digitalizzazione del proprio settore: qui l’acquisizione, l’elaborazione e le analisi dei dati sono ancora svolte a “compartimenti stagni”, senza una visione complessiva che invece può fornire la BD Analysis.

Ma cosa ha spinto le aziende più innovative ad abbracciare le nuove strategie di analisi dei dati? Secondo l’osservatorio gli obiettivi delle imprese sono:

  1. il miglioramento dell’engagement con il cliente (70%);
  2. l’incremento delle vendite (68%);
  3. la riduzione del time to market (66%);
  4. l’ampliamento dell’offerta di nuovi prodotti e servizi e l’ottimizzazione dell’offerta attuale al fine di aumentare i margini (64% ciascuno);
  5. la riduzione dei costi (57%);
  6. la ricerca di nuovi mercati (41%).

Social Media e Big Data, un legame indissolubile

 

Pur essendo una parte del grande insieme Big Data, i dati provenienti dai Social Media hanno la capacità di influenzare ognuno degli aspetti sopra elencati. La pervasività dei Social Media nelle nostre società fa si che i Social Big Data siano, per loro stessa natura “spontanei” e rappresentativi statisticamente. All’aspetto quantitativo, qui infatti, si integra la prospettiva qualitativa: un messaggio espresso tramite Social Network può contenere un giudizio, una critica, un desiderio, un bisogno dell’utente. Monitorare questi dati e elaborarli con le giuste tecnologie può essere fondamentale per raggiungere gli obiettivi che le imprese si pongono ma anche per far emergere nuovi stimoli che rendano più efficienti i processi di acquisizione e fidelizzazione dei clienti.

Non lasciare che queste parole volino via col vento! Di seguito trovi un esempio di come il Social Listening e l’analisi dei Big Data possa essere utilizzata per monitorare le impressioni contestuali al lancio di un prodotto. Clicca sul pulsante qui sotto per scaricare la tua copia del report.

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